Titolo originale: La vita va così
Regia: Riccardo Milani
Paese di produzione: Italia
Anno: 2025
25 Ottobre 2025: sono andata al cinema a vedere il film La vita va così, di Riccardo Milani.
Il film è ispirato alla vera storia di un pastore sardo che ha resistito con caparbietà alla costruzione di un resort turistico sul suo territorio.
Riccardo Milani non è nuovo a questo tipo di storie (ad esempio il film precedente: Un mondo a parte) e personalmente trovo che abbiamo bisogno di queste narrazioni per contrastare il movimento di desertificazione politica, demografica e culturale della zone rurali montane e periferiche. Trovo che vadano invece preservate e tutelate, perché sede di umanità autentica.
Intanto se dovessi condurre un gruppo di cinema-terapia a partire dal film di Milani comincerei con una domanda semplicissima: al posto di Efisio, voi avreste venduto la casa? E già da qui si potrebbe ragionare a lungo.
Seconda questione: il coraggio di dire di no, da dove viene? Quando è necessario?
Terza questione: il prezzo delle rinunce. A cosa hai rinunciato nella vita per seguire i tuoi principi e cosa ti è costato?
Continuando, in ordine sparso, si può parlare del fatto che dal punto di vista narrativo il film è costruito attorno ad un eroe (Efisio) e ad un antagonista (Abatantuono), che però a pensarci bene è un secondo eroe.
Io non me la sento di considerarlo solo un antagonista. Il personaggio di Abatantuono fa un lavoro di crescita simile a un viaggio dell’eroe, in cui alla fine arriva a capire l’importanza del sapersi fermare.
In un possibile gruppo di formazione il confronto tra questi due personaggi e la loro funzione narrativa sarebbe prezioso.
Tornando al film, anche la colonna sonora, che inizia con sonorità western e finisce con Ivano Fossati e poi con la musica tradizionale sarda, evidenzia che l’evoluzione tematica è complessa. All’inizio il mondo sembra diviso in buoni e i cattivi, poi il film diventa sempre più corale. È un film, per l’appunto, che parla della forza della comunità.
Per quanto riguarda il tema della creatività si potrebbe riflettere su come Milani abbia strutturato il film a partire o in rapporto alla canzone di Ivano Fossati La disciplina della terra. A me interesserebbe sapere, per esempio, se la canzone gli è stata di ispirazione fin dall’inizio, se gli è venuta come libera associazione e persino sapere se Riccardo Milani, come Clint Eastwood, ha fatto una analisi bioniana, visto che la canzone porta “memoria del futuro”.